Mattino
di Padova 11/12/2000
Barolo, <<chirurgo>> delle scarpe - Da settant'anni ripara calzature a Città
Giardino. Ieri al Pedrocchi è stato premiato dall'Associazione Antichi Mestieri - In
passerella liutai, materassai, impagliatori e meccanici

Alfredo Barolo, di Casalserugo, 82
anni, fa il calzolaio a Palazzo Esedra, Città Giardino, da 70 anni. Nel prImI tre anni ha
lavorato sotto padrone, nella bottega dl Orazio Polin. Ha sempre fabbricato ed aggiustato
scarpe, sia da uomo che da donna. NeglI anni Trenta un paio dl belle calzature da uomo,
cucite a mano con pelle e cuoio, fatte a Vigevano, costava 35 lire e durava una vita
intera.
Barolo è stato premiato ieri mattina,
insieme ad altri 19 artigiani, durante la manifestazione organizzata, alla Sala Rossini
del Pedrocchi, dall'Associazione Antichi Mestieri.
Un'associazione che, nata due anni fa per iniziativa di Luciano Favaron, sarto per 35
anni, si propone di recuperare e valorizzare le antiche botteghe degli artigiani, che a
poco a poco stanno scomparendo sia per i mutamenti che hanno subito certe professioni che
per il mancato ricambio generazionale.
All'incontro, coordinato dallo stesso Favaron, hanno preso parte il sindaco Glustina
Destro, gli assessori Maurizio Saia e Giuliano Pisani, il presidente della Provincia
Vittorio Casarin, il presidente della Camera di Commercio Gianfranco Chiesa,
rappresentanti della Cna e dell'Upa.
Appassionato l'intervento di Favaron. «Davanti a me - ha detto il popolare sarto - vedo
seduti orologiai, arrotini, tappezzieri, falegnami, meccanici per biciclette, materassai,
impagliatori di sedie, legatori di libri, calzolai, orafi, corniciai, barbieri.
Tanti artigiani-artisti che rappresentano la storia del lavoro di Padova, da sempre parte
integrante della storia della citta.
D'altronde, anche il grande scienziato Galileo Galilei, quando Insegnava fisica
all'università di Padova, è stato un noto artigiano perché faibbricava cannocchiali per
i nobili veneziani.
Se oggi siamo qui è perché i volontari dell,Associazione Antichi Mestieri si ostinano a
voler recuperare ad ogni costo una miriade di botteghe artigiane che rischiano di
scomparire per sempre.
Un patrimonio di lavoro e di cultura che non viene valorizzato come meriterebbe, ma per il
cui recupero noi artigiani con i capelli bianchi abbiamo lanciato una vera sfida».
Dopo Favaron hanno preso ia parola anche Pisani, Chiesa, Saia e Casarin. «L'artigiano è
anche artista - ha detto l'assessore alla Cultura Pisani - Quest'amministrazione comunale
sta facendo di tutto per aiutare il progetto dell'Associazione Antichi Mestieri sul
rapporto tra scuola e bottega».
Anche Casarin si è mostrato interessato alla valorizzazione delle botteghe artigiane.
«Gli antichi mestieri - ha detto il presidente della Provincia -fanno parte della nostra
storia e della nostra identità sociale. Anche noti e ricchi imprenditori del Nordest
arrivano dall'artigianato».
Subito dopo si è passati alle premiazioni.
Hanno ricevuto le belle targhe "Premio Città di Padova» Maristella Volpi Foscarini,
restauratrice; Patrizia Piccaluga, ricamatrice; Sergio Rossi, barbiere dal 1946; Paolo
Faggin, tappezzire dai 1943; Gabriella Gabrini, smaltista; Dino e Silvano Goncolato,
sarti; Renato Trevisan, legatore di libri; Paolo Cavazzini, orologialo; Giovanni Lazzaro,
liutaio; Giulio Bortolami, falegname; Giovanni Piras, meccanico per bici da 44 anni; Primo
Griggio, arrotino; Gastone Romani, inpagliatore dl sedie; Fabio Maiolo, materassaio;
Alfredo Barolo, calzolaio; Lorenzo Cecchinato, orafo; Paolo Zacchettin, cornicialo; Adello
Pavin, panettiere; Carlo Ninni, riparatore di elettrodomestici dal 1959.
(Felice Paduano) |